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SOLO CIO’ CHE E’ ITALIANO E’ BUONO

SOLO CIO’ CHE E’ ITALIANO E’ BUONO - Relais Gourmets
Lo spunto mi è venuto da un blog su internet dove si discuteva di un articolo del Gambero Rosso a proposito di acciughe. (fra cui le nostre) 

Si evidenziava che molti italiani, secondo loro, sono esterofili, che i nostri cibi sono i migliori, non abbiamo da imparare da nessuno, che gli stranieri imparano da noi e poi ci rivendono i loro prodotti ad un prezzo molto più alto ecc. ecc..
 
Voglio dire a chi la pensa in questo modo due cose:
 
1.non solo, e non tutto, ciò che viene prodotto in Italia è buono, facciamo qualche esempio: 
  • Le carni, per fare carni buone ci vogliono i pascoli dove l’animale cresce naturalmente e noi di pascoli non ne abbiamo molti, fatto salvo il tavoliere delle Puglie e la pianura padana che però utilizziamo per piantarci ulivi, uva e industrie, è chiaro che sto estremizzando, ma purtroppo i nostri animali, anche se ben controllati, nascono, vivono in stalla alimentati dall’uomo. 
Le grandi carni sono in nord Europa, Americhe del sud e del nord e guarda caso i pascoli non mancano. 
  • Le acciughe, sono certo che anche noi potremmo avere delle acciughe come quelle del Cantabrico, ma alla mia richiesta ad un produttore siciliano di:
  • darmi solo la pesca primaverile
  • selezionarmi solo quelle di calibro 0 e 1, le più grandi, non essendoci ad oggi macchine che selezionano le acciughe tutto viene fatto a mano, quindi, sarebbe possibile
  • confezionarle in olio extra vergine di oliva di qualità solo quando io gli trasmetto l’ordine, nel frattempo devono rimanere sotto sale.
La risposta è stata: ma quanto costerebbero? Sto ancora aspettando dal 2003 un’offerta delle sue acciughe con queste particolarità.
 
Potremmo proseguire dal jamon Iberico, alla Cecina de Leon, alla birra belga……
 
Tutto questo non per denigrare i nostri prodotti ma solo per asserire che sulla terra, Italia compresa, a volerli cercare ci sono tantissimi prodotti di qualità, ma soprattutto diversi per innumerevoli motivi: cultura, clima, razze ecc. ecc.
 
2. la seconda cosa che voglio dire, a quei signori del blog, che se all’estero ragionassero come loro e di conseguenza consumerebbero solo prodotti autoctoni, molte industrie alimentari italiane che esportano nel mondo chiuderebbero con una perdita di milioni di posti di lavoro. 
 
CHIUNQUE PRODUCE CON PASSIONE E AMORE NEL RISPETTO DELLA NATURA E DEGLI ANIMALI
 
FA COSE BUONE

bel lavoro

bel lavoro - Relais Gourmets
Molto spesso ci dicono che facciamo un bel lavoro, anzi stupendo, girare per  montagne, paesi stranieri, mangiare cibi particolari, conoscere allevatori, pastori di mezzo mondo, rispondiamo è vero siamo fortunati facciamo effettivamente un bel lavoro.

Il nostro lavoro ha un solo inconveniente, per riuscire a portarvi il meglio che esiste nel mondo agroalimentare dobbiamo assaggiare tutto, e vi possiamo garantire che molte volte, troppe volte, ci tocca assaggiare delle cose immangiabili. (chiamamole con il proprio nome "SCHIFOSE")

Anacronistica riflessione

Anacronistica riflessione - Relais Gourmets
Siamo sicuri che applicando i " business plan" all'agricoltura le logiche manageriali, i controlli di gestione, il piano dei conti, l'abbattimento dei costi, la standardizzazione delle funzioni... siamo sicuri che tutto questo ci farà vivere meglio?
 
Se i contadini rimasti, dando ascolto ai "geometri", verranno convinti a calcolare il "costo della manodopera" con logica sindacale, fuori dal loro secolare contesto di vita, crederanno più conveniente smettere e andare a lavorare in fabbrica. Allora noi, cosa mangeremo?

il cliente dormiente

il cliente dormiente - Relais Gourmets
In questo periodo si parla molto di risparmio; ormai è difficile risparmiare, non è più semplice come una volta. Come, dove, quando ... risparmiare.
A volte ci troviamo a discutere con Chef o con Ristoratori che vogliono ridurre i costi: cosa di più attuale?
La materia prima di un piatto, per esempio, è un mezzo per risparmiare, per cui qualcuno indica la strada per sopravvivere al momento.
La prima volta che ci hanno fatto questo discorso siamo tornati a casa e ci siamo detti: stiamo andando incontro ad un periodo di grossa crisi per la nostra azienda; noi certo non proponiamo prodotti economici.
"Cosa facciamo?" è stata la domanda che ci siamo posti.
Prima di andare in "depressione" proviamo a capire. Abbiamo pensato di concretizzare il costo della materia prima di alcune portate.
Abbiamo materialmente preparato un antipasto: tre carpacci di carne nazionale marinata, apparecchiati in una portata. Abbiamo messo sulla bilancia la carne, la quale, pesa 109 grammi.
Calcolatrice alla mano, la materia prima costa 1,99 euro (109 grammi X 16,60 euro al Kg. + IVA prezzo medio delle carni).
A questo punto il buon proposito: proviamo a risparmiare! Quanto? Il 20%. Ok.
Compriamo una carne che costi quindi 13,28 euro al Kg e rifacciamo tutti i conti: ics per ipsilon più alfa.
Costo calcolato: 1,59 euro.
Abbiamo risparmiato 40 centesimi ed abbiamo preparato un antipasto con della carne mediocre.
Girovagando ci rendiamo sempre più conto che ci sono locali che continuano ad essere pieni e quando li andiamo ad analizzare scopriamo che sono quelli che non risparmiano i 40 centesimi.
...Sarà che il consumatore sia più sveglio di quello che pensiamo? E che il suo palato è un grande giudice e quella volta che esce vuole mangiare bene?
(diciamo sano che è più corretto)

mi sono chiesto...

A volte mi faccio domande banali... perché la gente va al ristorante? Non penso a chi ne ha necessità in quanto per motivi di lavoro è lontano da casa, né penso a chi, per stare con gli amici trova in pizzerie e trattorie il luogo giusto.

No. Penso a tutti gli altri!

...tutti gli altri, vanno al ristorante per "fame"?" NO, se hanno "fame" non possono andare al ristorante; ci vanno perchè hanno appetito? allora vorranno provare delle emozioni?"
 
Quanti ristoranti usano materie prime, per i loro piatti, che sono dello stesso livello qualitativo del supermercato? (troppe volte anche inferiore) cioè quei prodotti che ogni giorno si comprano ovunque, si cucinano a casa, anche con buoni risultati grazie alla elevata cultura culinaria degli italiani.

"se al ristorante mangiano le stesse cose di casa, perchè dovrebbero tornarci?"